Statuto e Regolamento

STATUTO

Art.  1

Costituzione

E’ costituita l’Associazione denominata COVAO – Coordinamento Volontari Assistenza Ospedaliera e Domiciliare, con sede in Moncalieri – Viale Stazione n.5. Essa ha durata a tempo indeterminato.
Art.  2

Scopi

L’Associazione, che non persegue fini di lucro, è libera e opera nel rispetto delle norme nazionali e regionali. Collabora con il personale degli ospedali e delle strutture territoriali esistenti o che verranno costituite, con i responsabili dei servizi sanitari e socio-assistenziali e con altri Enti o Associazioni, per fornire un servizio di assistenza ospedaliera e domiciliare rispondente alle esigenze degli ammalati, delle persone anziane o sole, con spirito di amicizia, attraverso una presenza organizzata, costante, cosciente e gratuita.
Art.  3

Volontari

L’Associazione è aperta a tutte le persone idonee che abbiano compiuto  il diciottesimo anno di età, che ne condividono gli scopi e che accettino il presente statuto. Sono ammesse le persone di età inferiore ai diciotto anni particolarmente motivate, per compiere un percorso di formazione e animazione, affiancate ad un volontario attivo.

La domanda di ammissione al COVAO deve essere presentata alla Segreteria ed accettata dal Consiglio Direttivo. Tutti i Soci ammessi assumono l’impegno di corrispondere una quota associativa annuale il cui ammontare è proposto annualmente dal Consiglio direttivo e accettato dall’Assemblea dei Soci in seduta ordinaria.

I Soci partecipano all’attività dell’Associazione e hanno diritto di presentare proposte che rispondono ai fini istituzionali del centro. La qualifica di Socio si perde per decadenza quando non sia stata versata la quota annuale, per morte, per dimissioni e per espulsione. Può incorrere nel provvedimento di espulsione il socio volontario che in qualsivoglia struttura pubblica o privata, in contrasto con l’articolo 2, usa la propria condizione in modo indebito o ambiguo per fini personali, come ad esempio con prestazioni retribuite dove svolge la propria attività di volontariato. Tale provvedimento deve essere proposto e motivato dal Consiglio Direttivo e approvato dall’Assemblea ordinaria.

Art.  4

Preparazione e qualificazione dei volontari

L’Associazione predispone per gli aspiranti volontari, in collaborazione con gli organismi competenti, un corso di formazione di base, allo scopo di mettere il volontario in grado di svolgere in modo adeguato il suo servizio. Il volontario accetta di continuare nel tempo il proprio aggiornamento, seguendo le indicazioni COVAO. L’Associazione accetta anche volontari tirocinanti con il vincolo di svolgere il servizio affiancati dai volontari già attivi presso l’Associazione fino alla frequenza del corso di formazione.
Art.  5

Struttura della associazione

Gli organi dell’Associazione sono: l’Assemblea dei Soci, ordinaria e straordinaria; il Consiglio Direttivo; la Presidenza e Vice-Presidenza; il Collegio dei Revisori dei Conti; la Segreteria; la Tesoreria
Art.  6

Assemblea generale dei soci

 

L’Assemblea Generale è costituita da tutti i Soci e può essere ordinaria e straordinaria. Ogni associato può farsi rappresentare in Assemblea da un altro associato con delega scritta. Ogni Socio non può ricevere più di due deleghe. I membri del Consiglio Direttivo non possono essere delegati a rappresentare i Soci.

L’Assemblea deve essere convocata dal Consiglio Direttivo e l’ordine del giorno dovrà essere inviato ai Soci mediante avviso o circolare almeno otto giorni prima della data di convocazione. L’Assemblea ordinaria può altresì essere convocata quando ne facciano richiesta almeno 1/10 dei Soci.

L’Assemblea ordinaria si riunisce ogni anno per l’approvazione del Bilancio Consuntivo e ogni tre anni per il rinnovo del Consiglio Direttivo, del Collegio dei Revisori dei Conti e dei membri della Tesoreria.

Essa predispone ed indirizza tutta l’attività dell’Associazione oltre a: deliberare l’eventuale regolamento interno e le sue variazioni; stabilire l’entità della quota associativa annuale; deliberare l’esclusione dei Soci dall’Associazione; esprimersi sulla reiezione di domande di ammissione di nuovi associati.

L’Assemblea straordinaria può essere convocata dal Consiglio Direttivo stesso i o quando ne facciano richiesta almeno un terso dei Soci. L’Assemblea straordinaria delibera sulle modifiche dell’Atto Costitutivo, dello Statuto e sullo scioglimento dell’Associazione.

L’Assemblea,  sia ordinaria che straordinaria, è validamente costituita in prima convocazione quando sia presente o rappresentata almeno la metà più uno dei soci. In seconda convocazione, nel caso che nella prima non sia raggiunto il numero legale,  l’Assemblea è validamente costituita qualunque sia il numero dei Soci intervenuti e rappresentati

Art.  7

Consiglio direttivo

Il Consiglio direttivo è composto da nove membri e deve essere eletto ogni tre anni dall’Assemblea dei Soci. I membri del Consiglio direttivo sono rieleggibili. Al Consiglio Direttivo sono demandati tutti i compiti decisionali ed esecutivi per il funzionamento dell’Associazione. Esso predispone i Bilanci Preventivi e Consuntivi da presentare all’approvazione dell’Assemblea ordinaria dei Soci, convoca le Assemblee ordinarie e straordinarie, provvede all’esame delle domande di iscrizione a socio, deliberando o meno la loro ammissione, elegge nel suo seno il Presidente, il Vice-Presidente, il Segretario e i membri della Tesoreria.
Art.  8

Presidenza e vice-presidenza

Il Presidente rappresenta a tutti gli effetti di legge l’Associazione, sia nei rapporti esterni che nei rapporti interni, sovrintende all’attività dell’Associazione, presiede il Consiglio direttivo e le assemblee e cura l’esecuzione delle deliberazioni. Il Presidente può delegare il Vice-Presidente a sostituirlo e a coadiuvarlo nelle sue mansioni.
Art.  9

Segreteria e tesoreria

Il Segretario provvede alla stesura dei verbali delle riunioni ed alla esecuzione delle disposizioni della Presidenza. I membri della Tesoreria sono eletti ogni tre anni dall’Assemblea ordinaria in numero di tre ed hanno il compito di provvedere alla riscossione delle entrate, al pagamento delle spese deliberate, alla tenuta dei libri contabili e alla stesura del Bilancio Preventivo e Consuntivo. I membri sono rieleggibili
Art. 10

Collegio revisori dei conti

Il Collegio dei Revisori dei Conti è eletto ogni tre anni dall’Assemblea ordinaria ed è composto da tre membri, che hanno il compito di esercitare il controllo amministrativo su tutti gli atti di gestione compiuti dal Consiglio Direttivo. I membri sono rieleggibili.
Art. 11

Patrimonio

Il patrimonio dell’Associazione è costituito: dai beni immobili e mobili di proprietà; dai beni immobili e mobili provenienti da donazioni o lasciti; dalle quote associative; dai contributi di Enti Pubblici o Privati

Il patrimonio non può essere destinato a fini diversi da quelli istituzionali dell’Associazione.

Art. 12

Esercizio finanziario

Le responsabilità della gestione è assunta solidalmente dal Consiglio Direttivo dell’Associazione. L’esercizio finanziario decorre dal 1 gennaio al 31 dicembre di ogni anno. Il Bilancio è sottoposto all’approvazione dell’Assemblea dei Soci entro il mese di aprile.
Art. 13

Prestazioni

L’attività degli aderenti non può essere retribuita in alcun modo, nemmeno da eventuali diretti beneficiari. Agli aderenti possono solo essere rimborsate dall’Associazione le spese vive effettivamente sostenute per l’attività prestata, previa documentazione ed entro i limiti stabiliti dall’Assemblea ordinaria dei Soci.
Art. 14

Scioglimento

In caso di scioglimento i beni di proprietà dell’Associazione seguiranno la destinazione deliberata dall’Assemblea straordinaria con la maggioranza di almeno tre quarti degli associati.
Art. 15

Disposizioni finali

Per quanto non contemplato nel presente Statuto, valgono le disposizioni di legge in materia di associazioni civili e della legge quadro n. 266 agosto 1991.

 

REGOLAMENTO

Regole generali di comportamento Il volontario è l’amico del malato e della persona sola o bisognosa e per lui può rappresentare un raggio di sole.

I. Ci si deve presentare all’assistito in atteggiamento semplice e naturale, di ascolto rispettoso: per chi soffre è di grande conforto avere una persona con cui parlare, a cui manifestare i propri timori e le proprie angosce.

II. Il volontario è una persona calma, serena, senza fretta che non porta dipinto sul volto le proprie preoccupazioni, che non ostenta gioielli o vestiti, che non è curioso, sa mantenere il segreto ed è partecipe del dolore altrui.

III. Ascoltare un malato significa collaborare con la “medicina” per favorire la guarigione dell’ammalato stesso e, il più delle volte, il volontario noterà che l’ascolto giova anche all’ascoltatore.

IV. Quando l’ammalato preferisce tacere, occorre saper attendere con un sorriso, senza scoraggiarsi e senza dar segno di noia.

V. È importante evitare discorsi  che possano riuscire inopportuni per le convinzioni politiche o religiose del malato: occorre dialogare con prudenza, sempre con grande rispetto delle opinioni e della personalità dell’assistito.

VI. Non si deve angosciare il malato con il racconto dei propri problemi personali o con argomenti che lo possano turbare.

VII. Il volontario non deve mai vedere nei parenti degli ammalati persone che mancano ai loro doveri verso i congiunti, ma solo persone in difficoltà: sui parenti infatti gravano, in aggiunta ai loro doveri abituali, anche quelli spettanti all’ammalato. Non è mai il caso di impartire rimproveri o lezioni, ma eventualmente, e con molta prudenza, solo aiuto e consigli fraterni.

VIII. Una difficoltà da affrontare, specie nei casi in cui gli ammalati sono molto gravi, è il coinvolgimento emotivo, che possibilmente deve essere evitato: dimostrare simpatia e partecipazione infatti non significa far del tutto propri i dispiaceri e le angosce di chi ci sta di fronte. Occorre cercare di mantenere un equilibrio emotivo che possa permettere un rapporto utile e valido con il malato.

IX. Il volontario deve assolutamente rispettare gli orari e gli impegni presi: in caso di difficoltà a osservare i turni, ci si farà sostituire da un collega o se ne dovrà dare avviso al coordinatore.

X. Chi prende l’impegno di visitare un malato deve farlo con costanza e serietà, anche se qualche volta ha poco tempo da dedicargli.

XI. Il volontario è tenuto a frequentare regolarmente gli incontri periodici di aggiornamento e formazione, per migliorare ed ampliare le conoscenze già acquisite durante il corso propedeutico all’ammissione.

XII. Chi presta un servizio volontario è tenuto ad indossare la divisa dell’Associazione (camice azzurro) munita dell’apposito distintivo

Doveri generali e rapporti tra volontari In Ospedale e presso le Case di cura:

  • Il volontario non deve offendersi se il personale medico o infermieristico talvolta non dimostra simpatia o è addirittura ostile, ne deve criticarne l’operato: se ritiene di dover fare delle osservazioni al riguardo, le farà al coordinatore.
  • Non si devono chiedere informazioni sulle malattie dei degenti e quando i medici e gli infermieri sono in visita, a meno che non sia espressamente invitato a restare, il volontario deve allontanarsi per rispettare il segreto professionale.
  • Non si deve di norma circolare nei reparti diversi da quello assegnato o chiedere favori sfruttando lo stato di volontario ospedaliero. È di grande importanza la corretta collaborazione con il personale di reparto, quando richiesta e nei limiti delle proprie competenze.
  • Il volontario non deve accettare dagli ammalati denaro a nessun titolo, informandoli che eventuali donazioni possono essere fatte all’Associazione.

A Domicilio:

  • Le linee guida dell’intervento domiciliare devono essere:
    1. Fornire aiuto e suggerimenti sul come organizzarsi nella propria abitazione.
    2. Aiutare l’assistito ad uscire dall’isolamento.
    3. Collaborare nella risoluzione dei problemi di ordine pratico.
    4. Creare un rapporto basato più sull’aspetto umano che su quello professionale.
  • Nel primo intervento si deve essere preparati ad un attento esame da parte dell’assistito, dettato sia dalla curiosità che dalla diffidenza.
  • Occorre cercare di capire il nuovo ambiente in cui si viene a trovare, facendo attenzione ai particolari ed evitando di fare domande ed assumere atteggiamenti che possano essere scambiati per intrusioni.
  • Il volontario deve prestare la sua opera con pazienza e senza forzare le situazioni, aspettando fiducioso di essere accettati.
  • Aiutare l’assistito può voler dire:
    1. collaborare in piccole mansioni domestiche (sempre che la cosa sia gradita);
    2. provvedere all’igiene personale, aiutarlo nell’alimentazione e, se si può alzare dal letto, assisterlo negli spostamenti per la casa o in bagno;
    3. sostituirlo nel disbrigo della corrispondenza o delle telefonate ed effettuare per lui piccole pratiche;
    4. svolgere attività ricreativa (giochi, musica, lettura, conversazione, ecc.) secondo gli interessi e la predisposizione del malato.